area ex cai – cementi alta italia

 

 CONSERVAZIONE E RIQUALIFICAZIONE

CASALE MONFERRATO

ALESSANDRIA

Italia
2018-2020
SCALA: COMPLESSO INDUSTRIALE

COMMITTENTE:

Buzzi Unicem S.p.A.

TEAM:

Manuel Ramello, Alessandro Depaoli, Damiana Sarah Russo

con Studio CIBIN

Lo stabilimento ex CAI – Cementi Alta Italia è testimonianza della peculiare e florida industria del cemento e dei leganti idraulici sviluppatasi a Casale Monferrato e nei comuni limitrofi a partire dalla seconda metà dell’Ottocento.
Il complesso produttivo sorge nel borgo Ronzone, un’area periurbana situata ai piedi del versante collinare che declina verso il corso del fiume Po e del canale Lanza, lungo l’asse viario che collega Casale alla collina.
Lo stabilimento viene costruito su iniziativa della ditta Fratelli Palli e Caroni negli anni Venti del Novecento. Nel 1979, lo stabilimento CAI del Ronzone viene ceduto alla Fratelli Buzzi Spa.
La struttura si amplia e si trasforma nel tempo in ragione del mutare delle esigenze produttive. In origine era destinata alle fasi della lavorazione del cemento che andavano dall’estrazione alla cottura. Successivamente gli impianti vengono riconvertiti alla sola macinazione e all’insacco. Nel 1995, i reparti di macinazione e insacco vengono definitivamente fermati e la Buzzi Unicem crea nell’area un centro di distribuzione a servizio della clientela locale.
Il progetto di riqualificazione dell’area ex Cementi Alta Italia, avviato nel 2018, si inserisce in un quadro complessivo di azioni per la rigenerazione del borgo Ronzone, attraverso il riuso e la rinaturalizzazione delle aree industriali dismesse del quartiere, intraprese in particolare dall’Amministrazione comunale.
Tra il 2018 e il 2020, il complesso ex CAI è stato oggetto di una campagna di “demolizione selettiva” di edifici e strutture. Al suo interno le stratificazioni dovute a macchine, saperi, processi produttivi in divenire e, allo stesso tempo, al passaggio di generazioni di operai e dirigenti, si erano sedimentate nel tempo perdendo in leggibilità. La prima e più delicata fase di rigenerazione dell’area è stata quindi orientata a risalire il filo del tempo, districandolo. La “selezione” si è fondata su di un approfondito progetto di conoscenza, esito del più che decennale progetto di ricerca sulla locale industria dei leganti idraulici condotto dall’Associazione il Cemento nell’identità del Monferrato casalese in collaborazione con il Politecnico di Torino. L’attività di conoscenza degli edifici e dei beni conservati al loro interno, attraverso la loro analisi e catalogazione, è stata il primo passo, propedeutico a una trasformazione consapevole, all’elaborazione di un progetto di riuso compatibile.
La successiva campagna di demolizione è così divenuta, piuttosto che occasione per l’abbattimento indiscriminato di un patrimonio edilizio obsoleto in vista della sua sostituzione, uno strumento operativo finalizzato a restituire leggibilità a edifici, infrastrutture e impianti ritenuti di interesse storico-produttivo, architettonico e paesaggistico e, come tali, meritevoli di essere conservati e valorizzati.

A questa fase di rilettura è seguita una fase progettuale mirata a ri-significare l’esistente dandogli una nuova vocazione. Per saperne di più visita la pagina dedicata al progetto.

lo stato di fatto

lo stato attuale